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Definizioni

 

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I collaboratori

 

Si definisce così il ''sottobosco'' di aspiranti giornalisti o di esterni con esperienza che forniscono spontaneamente i pezzi alle redazioni di tv, radio o giornali. Il loro contratto, generalmente può essere una collaborazione occasionale o nella migliore delle ipotesi in coordinata e continuativa.

Per l'Ordine dei Giornalisti, i collaboratori non possono che collezionare i loro pezzi, comunque retribuiti, e spedirli al rispettivo ufficio regionale di competenza (elenco Ordini regionali presso il sito segnalato all'homepage). Solo così facendo i collaboratori possono diventare giornalisti pubblicisti.

I giornalisti pubblicisti

Si chiamano pubblicisti i giornalisti iscritti
all'albo corrispondente dell'Ordine regionale e che svolgono attività giornalistica salutuariamente,
non come professione esclusiva.
Per diventare giornalisti iscritti all'Ordine
dei Giornalisti (albo pubblicisti) occorre collaborare continuativamente per due anni con una o più testate, per raggiungere un massimo di articoli (il numero preciso è stabilito dall'Ordine) entro lo stesso biennio. E' importante che al termine di tale periodo vi sia una dichiarazione del direttore (o dei direttori qualora vi siano state più collaborazioni, anche contemporanee) che attesti l'avvenuta collaborazione, con i giustificativi relativi ai compensi ricevuti per tali prestazioni (attenzione: il periodo di collaborazione non deve interrompersi per più di un mese, pena riazzeramento dei due anni). Al termine del biennio, presso l'Ordine regionale si possono ritirare degli appositi moduli, utili a presentare alla Commissione sia gli articoli (o la fotocopia d'essi) firmati da chi presenta domanda, sia il proprio curriculum professionale con un paio di fototessere. Pagate le tasse di cancelleria, si attende il responso della Commissione via posta. Con tale foglio si torna presso gli uffici dell'Ordine per ritirare un tesserino che attesta l'iscrizione. Ogni anno, poi, occorre rinnovare l'iscrizione all'Ordine con il pagamento di una quota fissa.  E' necessario mantenere valido ed idoneo alla situazione professionale il tesserino,
visti anche i possibili controlli.

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I giornalisti professionisti

Sono coloro che svolgono questo mestiere come prima attività.

Il praticantato

Chi vuole iscriversi all'Ordine dei Giornalisti, nell'albo professionisti deve superare due fasi: la prima costituita dal praticantato, la seconda dall'esame di Stato. La via maestra per fare il giornalista è quella di essere ammessi a svolgere la pratica giornalistica in uno degli organismi previsti
dall'articolo 34 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e cioè:
1) un quotidiano;
2) un servizio giornalistico della radio o della televisione;
3) un'agenzia quotidiana di stampa a diffusione nazionale e con almeno 4 giornalisti professionisti redattori ordinari;
4) un periodico a diffusione nazionale e con almeno 6 giornalisti professionisti redattori ordinari.
Gli indirizzi degli Ordini regionali e del Consiglio Nazionale di Lavoro Giornalistico (d'ora in poi Cnlg) tendono ad ampliare l'elenco più tassativo della norma in esame tenendo conto della nuova realtà costituita dalle radio e tv private e riconoscendo validità alla pratica svolta in emittenti private. Nulla ancora per testate di nuova specie,
quelle relative cioè alle redazioni di testate on-line.
Il praticantato può svolgersi per un periodo non superiore ai 18 mesi anche presso una redazione (distaccata o) decentrata (articolo 5 del Cnlg) quando la responsabilità della redazione (distaccata o) decentrata sia affidata a un redattore professionista. Il Cnlg prevede che in ogni caso il praticante debba essere assegnato per almeno due mesi alla redazione centrale. Lo stesso discorso vale di riflesso per gli uffici di corrispondenza. È valido anche il periodo di praticantato svolto dal cittadino italiano in pubblicazioni italiane edite all'estero o in pubblicazioni estere aventi caratteristiche analoghe alle pubblicazioni previste dall'articolo 34 della legge, e ciò anche se il praticantato sia stato svolto prima dell'acquisto della cittadinanza italiana. È anche riconosciuta all'aspirante giornalista la possibilità di sommare due o più periodi di praticantato svolti in testate differenti fino al raggiungimento di 18 mesi di pratica prescritti. L'articolo 36 del Cnlg riconosce ai pubblicisti - i quali svolgono attività giornalistica con orario pieno e con il trattamento contrattuale riservato ai professionisti il diritto di sostenere l'esame professionale come se avessero superato il praticantato. Con questa norma il contratto sana le posizioni "anomale" nei quotidiani e nei periodici,
indipendentemente dal numero dei professionisti presenti nelle redazioni, equiparando così il lavoro già svolto dai pubblicisti al praticantato.

I dimafonisti

E' il tecnico del giornale addetto alla trascrizione del pezzo che i collaboratori esterni hanno registrato al centralino (generalmente, questo servizio ha un numero verde a disposizione degli esterni).

La ribattuta

E' il rifacimento di una pagina, per sostituire un pezzo o aggiungere una notizia dell'ultimo momento, dopo che un edizione del giornale è stata già stampata.

Il taglio

E' la posizione dell'articolo nella pagina: può essere alto, se resta nella parte superiore della pagina, oppure basso o essere al di sopra o al di sotto dell'apertura (titolo del fatto principale della giornata per quella pagina) o della spalla (pezzo solitamente dedicato all'opinione di qualcuno su un fatto del giorno)

La notizia

Si definisce considerandola di lunghezza media, in rapporto all'articolo (più lungo) e al servizio (più lungo ed elaborato). Può essere ulteriormente definita...

                               se....

 
(fonte schema: Ordine dei Giornalisti, dispensa per esame professionale 2000)